Dopo tanto clamore e tanto parlare del nuovo presunto algoritmo di Google, che sarebbe in grado di capire e interpetare se sono state pubblicate all’interno del web delle bufale, ho deciso di creare una mini guida su come non cadere in esse, in particolare sui social network.

Intanto capiamo cosa sono le bufale

Il termine bufala può indicare in lingua italiana un’affermazione falsa o inverosimile. Può perciò essere volta a ingannare il pubblico, presentando deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto. In alcuni casi si prefigura il reato di truffa, nel caso in cui l’autore, o gli autori, procurino per sé o per altri un ingiusto profitto a scapito delle vittime.

Le bufale, in particolare sul web, sono un vettore di notizie false e non verificate che porta con se parecchio clamore e verità parziali e/o fatti inventati con il puro intento di fuorviare l’utente che la legge e nel caso peggiore la condivide. Bisogna innanzitutto studiare il fenomeno off-line: le bufale come le leggende di periferia sono sempre esistite e difficilmente si estingueranno del tutto. Di solito, nella vita reale, chi riporta notizie fasulle ha due motivi insiti nel condividere tale nefandezze: una pura e semplice condivisione di ciò che non si sà di preciso (il famoso gioco del telefono, con il quale l’ultimo riceve informazioni distorte) oppure un tornaconto personale per fuorviare l’utente finale, magari per far fare una idea rispetto ad un’altra. La buona notizia è che sul web abbiamo la possibilità di ridurre la propagazione di queste, nella vita reale NO.

Perchè le condividiamo

Il motivo è logico ed è imputabile al tipo di contenuto che viene propagato in rete. Alla base di tutto c’è la poca conoscenza del mezzo tecnologico (digital divide) condito con un malcontento molto spesso politico o di ragione economica, vedi «Vi racconto come ho fatto soldi a palate spacciando bufale razziste sul web» sopratutto soffermatevi al passaggio che recita: «Le mie notizie erano palesemente false. Ma diventavano immediatamente virali. E io guadagnavo sempre di più». bufale-sul-web-notizie-false

Il racconto riportato da chi ha creato e messo in rete tali contenuti riporta essenzialmente la voglia di speculare guadagnando pochi euro da questa forma di condivisione fraudolenta. Da questo esempio si può capire che dietro a questo fenomeno molto spesso si nascondono degli stratagemmi “acchiappa-click” o meglio definiti come “click baiting”.

Come riconoscere una bufala su Facebook

Potrei chiudere questo paragrafo scrivendo un semplice “usando il buon senso“, ma sarebbe troppo riduttivo e supeficiale. Partendo dalla base che c’è una brutta usanza di prendere per vero ciò che si trova sul web, è buona norma VERIFICARE SEMPRE LE FONTI di ciò che si sta leggendo e/o che ci accingiamo a condividere. Uno dei dettagli lampanti che deve saltare all’occhio di noi lettori è la provenienza di questa notizie non tanto da “chi” le condivide ma da “dove arrivano”, quindi controllare sempre la url dalla quale arriva la notizia: ilgiomaleabili pescatori di click amano replicare realtà già affermate (un pò come chi adotta la tecnica del “phishing”) condividendo notizie prive di fondamento. Notizie improbabili che provengono da siti web con nomi altrettanto improbabili come www.quello-che-non-ti-dicono.info oppure www.notizie-bomba-ora.com sono da prendere con le pinze e sopratutto DA NON CONDIVIDERE con i tuoi contatti. La propagazione di queste notizie animali dipende dal tuo buonsenso e anche dalla tua forza di volontà. Un metodo molto lapidario ma molto efficace, è quello di togliere l’amicizia a chi condivide e continua a condividere tali contenuti e cliccare “Non mi piace più” sulle pagine fuffa che condividono materiale sospetto.

Chi può aiutarci a riconoscerle?

Esistono alcuni network specializzati nel riconoscere tali forme animali, il primo della lista è sicuramente Paolo Attivissimo che contribuisce all’arricchimento del blog quasi quotidianamente, riportando parecchi esempi di bufale in rete: http://bufalopedia.blogspot.it/

Per ultimo vi segnalo la ricca e aggiornatissima sezione Bufale di Wired al link http://www.wired.it/topic/bufale/

Stefano Corradini
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WordPress è il mio mondo. Sono un nativo digitale che crea nuove realtà nel web. Appassionato di video e fotografia approfondisco continuamente le mie conoscenze nel campo della SEO e delle strategie comunicative all'interno dei Social Media.
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