Oggi vorrei sfatare un mito sull’importanza di avere un blog!

In molti (evangelisti, guru, formatori, agenzie SEO e professionisti ) sostengono che OGNI impresa dovrebbe investire su un blog aziendale per coinvolgere il pubblico. Ma è vero?

Ammettiamolo, un blog aziendale è un investimento dispendioso!

Le imprese non dovrebbero valutare il semplice costo di creazione del blog, della grafica o in altre parole della tecnologia, bensì il tempo per ideare, creare, pubblicare, contenuti di valore e per rispondere ad eventuali commenti e feedback.

L’80% dei blog che ci sono in Italia finiscono per morire in meno di un anno o si trasformano in “mostruosi archivi” di banalità.

È questo quello che vuoi per la tua azienda?

Sono anche dell’opinione tuttavia, che se ben fatta una STRATEGIA basata sul blogging ti permetterà una maggiore conversione. (Attento ho detto “strategia BASATA sul blog”)

Vediamo però prima i motivi che potrebbero spingerti a realizzare un blog aziendale.

 

1)    Perché fare un blog aziendale è importante

Possiamo trovare decine di ragioni sull’importanza di realizzare un blog corporate. Tra questi, 3 motivi in particolare sono sufficienti a giustificarne l’investimento:

  • Comunicazione e Brand Positioning;
  • Engagement e vendita;
  • Seo;

 

Il blog per comunicare

Lo scopo primario del blog dovrebbe essere quello di aprire un canale di comunicazione con il pubblico.

In questo modo gli utenti hanno la possibilità di interagire pubblicamente con l’azienda per gli argomenti di “agenda” definiti nel piano strategico di impresa.

Attraverso l’ambito della comunicazione l’azienda ha la possibilità di veicolare i propri valori, la propria mission e la propria visione di impresa. Se tutto ciò è stato fatto bene, se i valori sono chiari e condivisibili l’azienda usa il blog per implementare una strategia di brand positioning e differenziarsi dalle altre imprese che vendono gli stessi prodotti e servizi.

 

Il blog come strumento di vendita (engagement)

Il blog è uno strumento che se ben implementato permette di fidelizzare e coinvolgere gli utenti.

Un utente coinvolto prima o poi finisce per acquistare o desiderare di acquistare.

Da questo punto di vista, il blog se ben costruito, è uno strumento di vendita alle tue dipendenze.

E come ogni venditore può fare bene il suo lavoro oppure giocare per la squadra opposta.

Cerchiamo di capire come con un esempio pratico.

 

Scenario 1: il venditore ha una mentalità da esecutore

In questo scenario il venditore non ha l’obiettivo di vendere di più, ma di limitarsi a servire ciò che il cliente chiede.

La cliente un po’ in sovrappeso entra in negozio e vede le frittelle e dice: “che belle frittelle! Sono molto grasse?”.

Risposta del venditore: “eh si, non sono il massimo per la dieta!”

Risultato: NESSUNA frittella venduta.

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Scenario 2: il venditore  è in gamba..

In questo scenario il venditore ha interesse nell’aumentare il numero di vendite del negozio.

Si ripete la scena precedente e la cliente un po’ in sovrappeso entra in negozio, vede le frittelle e dice:

“Che belle frittelle! Sono molto grasse?”.

Risposta del venditore: “chi se ne frega” sfoggiando un sorriso beato..

“Sono buonissime” e facendo il gesto di pulirsi la bocca dallo zucchero in eccesso chiude con:

“ne ho appena mangiata una.. e poi una frittella non ha mai ucciso nessuno. Gliene do un paio da portare a casa?”.

Risultato: MOLTI VASSOI di frittelle vendute.

(ATTENZIONE – questo fatto è realmente accaduto 🙂

 

Adesso che hai capito le potenzialità di un venditore hai anche capito le potenzialità di un blog ben progettato. Gli articoli devono essere realizzati allo scopo di “vendere”, ma senza dire le solite banalità come fanno tutti: “siamo bravi, siamo i migliori, siamo la migliore agenzia in Italia, bla bla bla bla”.

Ti accorgerai che non è così facile comunicare cercando di trasmettere valore e qualità!

 

Il blog per fare SEO

Implementare un blog è importante anche per posizionarsi sui motori di ricerca ma dobbiamo diffidare di alcune leggende metropolitane.

Per un po’ si è pensato che i post/articoli dei blog piacessero a Google molto più delle normali pagine di un sito. Le strategie dei marketer si sono quindi orientate alla generazione di contenuti per i blog anziché alla generazione di contenuti come pagine statiche.

Ti stai chiedendo che differenza c’è tra una pagina statica e un articolo/post di un blog?

Sostanzialmente nessuna a parte che le pagine statiche per loro natura possono essere organizzate in modo gerarchico “ad albero”. Una pagina ha quindi un solo padre ma può avere molti figli.

Gli articoli di un post sono invece organizzati in forma sequenziale o a grafo. L’articolo più recente è visualizzato prima di quello più vecchio come se fosse un treno composto da tanti vagoni. A loro volta gli articoli possono essere suddivisi in categorie e sotto categorie per poter organizzare gli articoli in gruppi di argomento verticali e tag keyword per permettere una navigazione orizzontale.

 

 

2)    La strategia è importante, il blog meno!

Tutto deve sempre partire da una strategia e non da uno strumento.

Andare in battaglia contro un nemico disarmato non ti assicurerà la vittoria se la tua strategia è inesistente.

Allo stesso modo non pensare che il blog sia la soluzione a tutti i problemi, primo perché è un mezzo che i tuoi competitor forse già utilizzano, secondo perché devi imparare ad usarlo correttamente.

Avere una strategia significa prima di tutto avere tradotto gli obiettivi di business in un metodo e avere impostato una serie di strumenti per il controllo dello stato di avanzamento del progetto.

Più tecnicamente significa avere obiettivi, KPI, strategia e solo in ultimo gli strumenti tecnologici (in questo caso il blog).

Accertati di comprare una strategia marketing non un blog aziendale!

In Italia, c’è la cattiva tendenza, a mio avviso dovuta anche a 8 anni di “buio economico”, di acquistare prodotti/servizi pensando che siano commodity (materie prime).

Purtroppo se acquisti un blog, un sito, un attività seo, non stai acquistando una materia prima. Ma un servizio/prodotto “processati”.

Il valore aggiunto sta nel progetto marketing. Pertanto quando i clienti comparano i miei servizi con quelli di altre agenzie che fanno dei preventivi su carta da formaggio, ci rimango molto male, perché evidentemente ho fatto un errore: non sono riuscito a comunicare bene i miei valori.

 

CLIENTE: Quanto costa il blog?

TU: 1000 euro (..sparo una cifra..)

CLIENTE: l’azienda di Mr. D, me lo da a 500 euro, tu quanto puoi scendere?

 

In questo caso il cliente è come una farfalla estiva che gira attorno alle lampada moschicida. Finisce per farsi male..

Non conosce nulla sul blogging e finirà presto per stancarsi e pensare qualcosa del tipo:

“mi hanno rifilato una cosa che non funziona, il blog non serve a nulla come pure il marketing digitale”.

Meglio non investire su internet.

Oppure, che cialtroni quelli dell’agenzia di Mr. D.

Continua a Leggere Post sul blog di Fabio Spampinato

Mirko Galassi

CEO at Web Enjoy
Laureato al primo corso di Laurea sull’Information Technology in Italia, seguo, vivo e lavoro con passione nei campi del web marketing, web design e web development. Metto le mie conoscenze e le mie capacità al servizio di aziende italiane e straniere cercando di sviluppare non solo l’apparato tecnologico ma anche la rete commerciale e di marketing per aiutarle a vendere di più e con più semplicità. Nel corso della mia carriera lavorativa ho lavorato in importanti realtà come Microsoft Irlanda, Tim, Alfio Bardolla Training Company in qualità di designer o sviluppatore web e marketer. Sono anche il fondatore di Ecletticamente, un network di autori e coach in ambito crescita personale, seduzione, miglioramento, relazioni.. che ha come obiettivo la promozione dei suoi autori e la fornitura di contenuti di qualità per i suoi utenti.

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